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Hassan e la Coppa d'AfricaHassan e la Coppa d'Africa

Hassan ha 14 anni e vive a Rabat. E’ un bravo studente ma ogni tanto lavora nell’officina di riparazioni di motociclette del padre. Quando il Sig. Philippe P. (non è dato conoscere il cognome) portò la sua Kawasaki del 1976 in officina era abbastanza disperato. La sua moto era in condizioni critiche e avrebbe avuto bisogno di un tocco magico per riportarla agli antichi splendori. Ma Hassan, che si trovava in quel momento da solo in negozio, si sentì in grado di tranquillizzare Monsieur P.: “Non si preoccupi, la sua moto tornerà come nuova”. “Grazie ragazzo, se ce la farai ti prometto che ti procurerò due biglietti per la finale della Coppa d’Africa”.

Ovviamente Domenica scorsa Hassan era allo stadio e Monsieur P. era sicuramente in giro con la sua Kawasaki. La favola finisce qui. Hassan avrebbe sperato di vedere vincere il suo Marocco e di vedere una grande partita. D’altronde per lui era la prima volta ad un evento così importante.

Purtroppo ha dovuto invece assistere a uno spettacolo non degno di una finale. Quello che è successo si sa: arbitro con competenza discutibile, gol annullati sicuramente validi, rigori assegnati inesistenti, ritiro provvisorio di una squadra dal campo per protesta, accusa di aver voluto sbagliare di proposito un rigore, rissa tra raccattapalle e addetti per un asciugamano forse “magico”, rissa in sala stampa tra giornalisti. Insomma davvero troppo. Se questa era la prova per il mondiale 2030, non è molto riuscita. Le facce di cera dei dirigenti Fifa durante la premiazione dicevano tutto.

In tutto questo Hassan è uscito dallo stadio con un dubbio. Non sarebbe stato meglio avere una bella mancia da Monsieur P.?

21/01/2026

Serie A - i migliori 15 giocatori dopo il girone di andataSerie A - i migliori 15 giocatori dopo il girone di andata

Finisce il girone di andata con i recuperi della sedicesima giornata. Ecco i nostri migliori 15 giocatori secondo il nostro Player Evaluation Index (asse orizzontale del grafico) e bilanciamento tra fase offensiva e difensiva (asse verticale).

Luka Modric e Nico Paz sbaragliano il campo. Sono per distacco i migliori del gruppo. Si distinguono non solo per le prestazioni complessive ma anche per il contributo che danno in fase difensiva di non possesso.

16/01/2026

Il Castagnaio di S.SiroIl Castagnaio di S.Siro

Gianfranco era un venditore di castagne a S.Siro. Un omone di 100 kg con grembiule nero che ti accoglieva davanti alla sua piastra circolare in cui cuocevano le castagne. Sia che tu fossi tifoso dell’Inter o del Milan Gianfranco era una sorta di “programma del match odierno”, quelli che si vendono in Inghilterra prima della partita. Se per esempio a San Siro si presentava il Cagliari di Gigi Riva lui era in grado di dirti la forma di tutti i giocatori sardi e in che condizioni si sarebbe dovuto affrontarli. “Guarda che Riva domenica scorsa non è che ha fatto solo due gol eh? Ha giocato anche in difesa, occhio che è in gran forma”. Considerando che all’epoca non c’erano highlights e vivisezioni di porzioni di gioco di ogni singolo giocatore ci si potrebbe chiedere come facesse a sapere tutto. Il sospetto che tutti i frequentatori di Gianfranco avevano era che qualcosa fosse inventato, ma che importava se poi effettivamente vedevi Riva intervenire con un salvataggio difensivo? “Oh hai visto che Gianfranco aveva ragione?”. L’ultima volta che l’ho visto, dopo una partita dell’Inter, a un certo punto dal buio dell’ingresso della tribuna, arriva verso di noi avventori con in mano il cartoccio fumante, una sagoma facilmente riconoscibile. Era Liam Brady, che oltre ad essere il fantasioso numero dieci dei nerazzurri, era anche un cliente di Gianfranco. “Ehi Liam, bel rigore oggi, li tiri sempre bene ma senza la mia dritta non avresti saputo che il portiere di quelli di oggi si butta sempre a destra”. “Si Gianfranco, my friend, l’ho tirato dove mi hai detto tu, dammi un cartoccio now”.

15/01/2026

Marocco campione del mondo Under 20Marocco campione del mondo Under 20

Il Marocco ha vinto il campionato del mondo Under 20 disputato in Cile battendo in finale l'Argentina per 2-0. Sembrerebbe una sorpresa ma in realtà il calcio marocchino da un pò di anni, molto sottotraccia, si sta facendo largo nell'elite mondiale. Semifinalista nella coppa del mondo in Qatar 2022, campione nella Under 23 Africa Cup del 2023, semifinalista alle olimpiadi 2024 e ora questo importante trionfo. Molti giocatori sono ormai colonne portanti di tante squadre europee e la federazione calcio magrebina è molto potente all'interno della Fifa. Il tecnico dell'Argentina campione del mondo del 1986 Carlos Bilardo andò a giocare nel 1975 un torneo in Marocco con il suo Estudiantes e profetizzò che il futuro del calcio sarebbe stato proprio lì. Il motivo era che i ragazzi giocavano a calcio ovunque mentre nel mondo si stava già pensando a dare piu' importanza alla parte atletica. I giocatori marocchini che hanno vinto la coppa in Cile sono tutti abili tecnicamente e non sono certo dei colossi. Basta vedere l'autore della doppietta che ha consegnato la coppa al Marocco: Yassir Zabiri, che gioca in Portogallo, segna un fantastico gol su punizione in stile Leo Messi e chiude con un tocco al volo non proprio facile. E' facile prevedere che il Marocco si farà valere ai prossimi mondiali negli Stati Uniti e magari, chissà, portare la coppa del mondo per la prima volta in Africa nel 2030 quando il mondiale si giocherà proprio in casa loro.

20/10/2025

La Geral del Maracanà

Prima che iniziassero i lavori di ristrutturazione nel 2005, il mitico stadio Maracanà di Rio de Janeiro aveva un settore chiamato “Geral” che correva tutto intorno al campo da gioco come una pista di atletica. Senza posti a sedere era frequentato dai tifosi delle quattro squadre che condividevano lo stadio: Flamengo, Vasco da Gama, Fluminense e Botafogo. Si trattava di una vera e propria tribuna democratica e popolare in cui i tifosi potevano supportare la propria squadra divertendosi, cantando e ballando tutti assieme, spesso anche tra squadre rivali. Si poteva anche entrare in bicicletta lasciandola appoggiata al muretto che delimitava la tribuna dal campo (solo un piccolo fossato li divideva). Nel tempo si sono avvicendati personaggi mitici che spesso si inventavano delle maschere o dei travestimenti che li caratterizzavano all’interno delle tifoserie. Iniziò la leggenda dei “Geraldinos”, così appunto detti i frequentatori della Geral. A Rio sono rimasti tutti nostalgici dei tempi della Geral e addirittura ci sono stati dei tentativi negli ultimi anni di ripristinarla, per ora falliti in nome del Calcio moderno che pretende posti a sedere con prezzi astronomici totalmente inaccessibili per molti dei vecchi Geraldinos. Paradossalmente i settori del nuovo Maracanà che hanno sostituito la Geral sono i piu’ cari a causa della vicinanza al campo. All’epoca erano i piu’ popolari. Spesso accadeva che Zico o Roberto Dinamite si trovassero prima di battere un calcio d’angolo a colloquio con qualche Geraldino. Nessuno ci faceva caso perché era parte della festa popolare del Maracanà. Una festa che non c’è piu’ e che fa parte dei ricordi di noi nostalgici del vecchio calcio. Lunga vita ai Geraldinos!

09/10/2025

Le insopportabili sceneggiate dei calciatori moderni

Il 30 Novembre 1977 si gioca al Maracanà di Belgrado la decisiva sfida per andare al mondiale di Argentina 1978 tra Jugoslavia e Spagna. Si gioca per modo di dire perchè la partita è costellata da una serie di falli e entrate assassine da una parte e dall' altra. Gesti condannabili sicuramente, ma quello che si evince guardando il filmato d'epoca è che i giocatori colpiti si rialzano come se niente fosse. Eppure i colpi sono molto duri e chiaramente l'arbitro non fu in grado di gestire la situazione. Fa ridere se pensiamo a quello che succede sui nostri campi ora. Giocatori che si buttano e si contorcono a terra per minuti come se fossero stati colpiti da un treno in corsa. Dovrebbero dare un'occhiata a questo video per capire cosa poteva succedere un tempo in campo. Certo, le risse sono condannabili e non dovrebbero accadere ma in certe situazioni, in campo, le botte si danno e si prendono. Si prende un colpo e ci si rialza (se possibile). Alla prossima si restituisce, sempre all'interno del consentito ovviamente.

23/09/2025

I vent'anni di Luka Modric

Luka Modric avrebbe 40 anni. Il condizionale è d'obbligo perchè in realtà tutti sanno che ne ha venti. E il gol che decide la sfida del suo Milan contro il Bologna ne è la controprova. L'intelligenza calcistica superiore gli fa capire che quel pallone sarebbe arrivato lì, proprio al limite dell' area, e come un fulmine che arriva all' improvviso Luka si inserisce tra i centrali del Bologna per calciare rasoterra sapendo già che quel pallone sarebbe finito in fondo al sacco. Ci sono tanti centrocampisti bravi, giovani e di talento ma ben pochi avrebbero capito in un secondo lo sviluppo dell' azione. Si tratta di lettura del gioco, di velocità, di capacità di calciare il pallone. Insomma in poche parole si tratta di Luka Modric. Dicevano che avrebbe giocato pochi minuti a partita. Dicevano, perchè ovviamente di minuti il ventenne ne può fare tranquillamente novanta. Lunga vita a te, Luka, genio del calcio.

17/09/2025

Il Soft Power calcistico del MaroccoIl Soft Power calcistico del Marocco

Molte partite delle qualificazioni africane per i mondiali di calcio si giocano in Marocco. I motivi sono principalmente legati alle scarse infrastrutture sportive e alla poca sicurezza dei Paesi che dovrebbero ospitare le partite in casa nei propri stadi. Molti stadi non sono omologati dalla Fifa o dalla Caf (Confederazione Africana di Calcio). La Caf effettua ispezioni e spesso dichiara “non idonei” gli impianti. Ci sono dei parametri Fifa da rispettare e si spera che tutto venga rilevato in modo corretto. Alcuni Paesi attraversano conflitti interni o situazioni di instabilità politica che non permettono di garantire lo svolgimento sicuro delle partite.

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10/09/2025

Morocco's Football Soft PowerMorocco's Football Soft Power

Many matches of the African qualifiers for the FIFA World Cup are played in Morocco. The main reasons are the lack of adequate sports infrastructure and the limited security conditions in the countries that should be hosting their home games.

Many stadiums are not approved by FIFA or CAF (Confederation of African Football). CAF carries out inspections and often declares facilities “unfit.” There are FIFA standards to comply with, and the hope is that everything is assessed fairly. Some countries are going through internal conflicts or political instability that make it impossible to guarantee the safe organization of matches.

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09/09/2025

Independiente-U de Chile: la guerra fredda tra due Paesi

Tutto il mondo ha potuto tristemente vedere ciò che è accaduto nella partita di ritorno di Coppa Sudamericana tra Independiente e Universidad de Chile. Una battaglia tra tifoserie che non ha prodotto morti per pur caso. Dalla sera della partita in poi si sono sviluppati tutta una serie di episodi con accuse reciproche non solo tra le due società sportive, ma che hanno coinvolto anche le istituzioni dei due Paesi: interventi del Presidente Cileno Boric e del Governatore della città di Buenos Aires Kichiloff, accuse dei Cileni alla Polizia di Avellaneda (Buenos Aires) di aver sequestrato e torturato i tifosi della U per ore, accuse degli Argentini ai Cileni colpevoli di essere arrivati con l'intento di provocare incidenti appositamente e qualcuno che ha velatamente sospettato in rete che tra i Cileni ci fossero agenti dei Servizi Segreti infiltrati ad hoc con lo scopo ultimo di accendere una crisi politica tra i due Paesi per alimentare la già precaria situazione dei rapporti tra Cile e Argentina. Ovviamente molte sono esagerazioni ma tra i due Paesi non corre buon sangue storicamente fin dai tempi in cui il Cile appoggiò gli Inglesi nella guerra delle Malvinas. Non manca mai infatti ad ogni incontro che vede contrapposte le nazionali o squadre di club il coro degli Argentini "chi non salta è un inglese". Insomma una situazione da guerra fredda provocata probabilmente da un centinaio di violenti come se ne vedono tanti nel mondo alle partite di calcio. In Sudamerica però tutto viene amplificato ed è difficile da capire in questa parte del mondo. Provate a pensare a una guerra diplomatica tra Francia e Italia per avvenimenti che accadono dentro uno stadio. 

Da settimana prossima inizieranno le udienze presso della sede della Conmebol per stabilire le sanzioni e si preannuncia battaglia legale tra le due delegazioni. Speriamo finisca tutto lì.

29/08/2025