Fracaso Argentino al mondiale per Club

Fracaso Argentino al mondiale per Club

L'immagine dell' "Huevo" Acunha che rincorre Denzel Dumfries per farsi giustizia alla fine della partita persa dal River contro l'Inter rappresenta perfettamente il "fracaso", come si dice dalle parti di Buenos Aires, del calcio argentino al mondiale per Club. Le uniche squadre del continente americano a non piazzarsi agli ottavi sono proprio le due argentine e onestamente non è proprio una sorpresa. Argentina Paese del realismo magico e dei paradossi, e infatti la Selecion è campione del mondo, ma le squadre di club sono in crisi. I due colossi River e Boca attraversano momenti diversi ma simili. Gli Xeneixes, sotto la presidenza di Riquelme sono entrati in un loop negativo senza fine. Fuori dalla Libertadores, eliminati in campionato, senza un' idea di gioco che si possa definire tale. Il cambio in panchina appena prima del mondiale per club con il ritorno di Russo sembrava aver portato una nuova ventata di ottimismo soprattutto nella partita inaugurale con il Benfica. Sopra di due gol nel primo tempo, trascinati dalla marea di tifosi giunti a Miami, con una prestazione che aveva fatto strabuzzare gli occhi dei vecchi commentatori argentini che non riconoscevano il Boca debole e remissivo dell'ultimo anno, sembrava essere arrivata la svolta. Il pareggio di Otamendi (ex River....) nel finale gelava i 50.000 dell' Hard Rock Stadium, ma insomma ci si poteva ritenere soddisfatti della prestazione. Ripetuta comunque nella sconfitta con il Bayern. Troppo più forti i bavaresi ma comunque il fortino difensivo aveva retto, ed era arrivato il bellissimo gol di Merentiel in contropiede per il provvisorio pareggio. E poi la sconfitta con i semi professionisti dell' Auckland City faceva ripiombare nel pessimismo tutti i sostenitori Xeneixes. Discorso analogo dalle parti di Nuñez per il River, incapace di battere il Monterrey (che poi lo sorpasserà in classifica) e sconfitto da una versione non proprio al top dell' Inter. I biancorossi mascherano le difficoltà avendo vinto il Clasico con il Boca in campionato ed essendo comunque agli ottavi di Libertadores. Si ha l'impressione che i Millionarios si reggano sull'esperienza e le capacità gestionali di Marcelo Gallardo ma la rosa è quella che è.

La verità è che nessun giocatore di livello medio alto in Argentina rimane nel proprio Paese. Si emigra allettati dai milioni europei. Emblematico il caso del gioiellino del River Mastantuono, preso dal Real Madrid in un battito di ciglia. Il ragazzo è andato negli Stati Uniti praticamente in vacanza e già con la camiseta dei blancos addosso facendo infuriare i sostenitori biancorossi.

Ora, come sempre in Argentina,  entra a piedi uniti sul fracaso la politica: il presidente Milei ha fatto sapere al Chiqui Tapia, plenipotenziario dell'AFA, che la colpa è solo sua e che in questo modo il calcio Argentino non può andare avanti. Intanto dalle parti di Rio de Janeiro e San Paolo si fanno quattro risate e piazzano tutte e quattro le loro squadre negli ottavi....