I fantasmi di Rino Gattuso

Tutti vogliamo bene a Gattuso. Uno che ci mette sempre la faccia, onesto e sincero, gran lavoratore. Come comunicatore, bè, lasciamo perdere Rino…..
Improvvisamente, in una situazione in cui varrebbe la pena stare zitti e pedalare sul campo il nostro CT se ne esce con delle dichiarazioni quantomeno discutibili.
Iniziamo da quella relativa alla presunta difficoltà delle qualificazioni europee al mondiale rispetto al resto del mondo. Secondo Gattuso sarebbe sbagliato che le squadre Africane che strappano il biglietto per il prossimo mondiale siano diventate otto. Non se ne capisce il motivo. Il calcio, caro Rino, è cambiato. Siamo proprio sicuri che la nostra nazionale vincerebbe con una qualsiasi delle 8 qualificate del continente africano? Nutriamo dei forti dubbi. E poi c’è un regolamento. Giusto o sbagliato che sia va accettato. Il mondiale è allargato. Ci saranno 48 squadre. Pesi e contrappesi della FIFA sono da sempre legati anche alla politica. Possiamo criticarlo fino a che ci pare ma così stanno le cose. E poi non siamo piu’ nel 1974 con l’apparizione folcloristica dello Zaire. Le squadre africane sono forti, i loro giocatori sono qui in Europa nella stragrande maggioranza e competono nei migliori campionati del vecchio Continente. Lasciamo poi perdere il discorso del Sudamerica. Le parole di Gattuso sono arrivate anche lì e qualcuno non gliele ha mandate a dire. Il portiere dell’Argentina Dibu Martinez ha detto che gli europei non sanno nulla del Sudamerica, non sanno cosa significa giocare a 4.000 metri a Lima o La Paz, nel caldo umido Colombiano di Barranquilla. Insomma, caro Rino, sarebbe forse meglio a pensare alla nostra nazionale, una delle piu’ scadenti degli ultimi 50 anni, che dovrà giocare per l’ennesima volta un playoff sanguinoso. Ma non è colpa degli africani o dei sudamericani se abbiamo preso tre gol a Oslo in una partita sottovalutata dal predecessore di Gattuso, che si sapeva sarebbe valsa la qualificazione diretta.
E poi il nostro CT, dopo la partita con la Moldova, se la prende con i tifosi che all’ 88’ sullo 0-0 dicono di andare a lavorare agli undici in campo. Qui però si apre un controverso dibattito che coinvolge anche cariche istituzionali e si entra in un terreno spinoso.
Ma comunque, insomma, non era meglio stare zitti? O forse Gattuso sta cercando di copiare colleghi piu’ illustri che accentrano su di sé le magagne per coprire la debolezza della squadra? Se è così gli è riuscito proprio male. Il Rino nazionale non è Mourinho o Gasperini. Deve continuare semplicemente a fare il suo lavoro sul campo e sperare che qualcuno dei nostri trovi la forza nei playoff per fare qualche gol. Scacciare insomma i fantasmi che lo circondano.
P.S.: Saremmo curiosi di vedere un Moldova-Bolivia o un Moldova-Nigeria, chissà come finirebbero……