Hassan e la Coppa d'Africa

Hassan ha 14 anni e vive a Rabat. E’ un bravo studente ma ogni tanto lavora nell’officina di riparazioni di motociclette del padre. Quando il Sig. Philippe P. (non è dato conoscere il cognome) portò la sua Kawasaki del 1976 in officina era abbastanza disperato. La sua moto era in condizioni critiche e avrebbe avuto bisogno di un tocco magico per riportarla agli antichi splendori. Ma Hassan, che si trovava in quel momento da solo in negozio, si sentì in grado di tranquillizzare Monsieur P.: “Non si preoccupi, la sua moto tornerà come nuova”. “Grazie ragazzo, se ce la farai ti prometto che ti procurerò due biglietti per la finale della Coppa d’Africa”.
Ovviamente Domenica scorsa Hassan era allo stadio e Monsieur P. era sicuramente in giro con la sua Kawasaki. La favola finisce qui. Hassan avrebbe sperato di vedere vincere il suo Marocco e di vedere una grande partita. D’altronde per lui era la prima volta ad un evento così importante.
Purtroppo ha dovuto invece assistere a uno spettacolo non degno di una finale. Quello che è successo si sa: arbitro con competenza discutibile, gol annullati sicuramente validi, rigori assegnati inesistenti, ritiro provvisorio di una squadra dal campo per protesta, accusa di aver voluto sbagliare di proposito un rigore, rissa tra raccattapalle e addetti per un asciugamano forse “magico”, rissa in sala stampa tra giornalisti. Insomma davvero troppo. Se questa era la prova per il mondiale 2030, non è molto riuscita. Le facce di cera dei dirigenti Fifa durante la premiazione dicevano tutto.
In tutto questo Hassan è uscito dallo stadio con un dubbio. Forse avrebbe preferito una bella mancia da Monsieur P.