Il pianeta lontano Champions League

Il pianeta lontano Champions League

Guardiamo volentieri le partite di Champions League dal pianeta Italia del sistema solare chiamato Calcio. Le partite si giocano in un pianeta lontano, irraggiungibile per noi che ci dobbiamo accontentare di stare davanti alla tv e ammirare qualche marziano tipo Olise, Yamal, Guler ecc. ecc..

Il commento principale che si sente sui nostri divani è: “ma che differenza c’è con le nostre partite?”. Il rito del nostro triste campionato si consuma ogni domenica ma è ormai una sorta di atto dovuto per tifosi incalliti che festeggiano la vittoria di questo o di quello come se fosse la sagra di Paese. Si ha la sensazione che sia proprio così: una sagra di Paese al cospetto dei giganti che calcano i terreni dell’Allianz Arena di Monaco, del Metropolitano o del Bernabeu di Madrid e via dicendo.

Calato il sipario da tempo sul nostro bel Calcio, quello di Baggio e Del Piero (due a caso) ci accontentiamo di sintonizzarci sulle frequenze di pianeti lontani per ricordarci il bel tempo che fu e che forse non tornerà piu’.

Poi può succedere che ci rendiamo conto vedendo la partita tra Atletico Madrid e Barcellona che un italiano gioca titolare tra i valorosi undici del Cholo Simeone e che ha dato del filo da torcere a Lamine Yamal. Allora ripensando alla partita con la Bosnia cerchiamo di ricordare la nostra triste formazione ma quel nome, Ruggeri, proprio non c’era. Dal Pianeta Italia è tutto.