Italia. Psicodramma a Zenica

Italia. Psicodramma a Zenica

Nello stadio stile ex Jugoslavia di Zenica si consuma l’ennesimo psicodramma calcistico della Nazionale Italiana che per la terza volta non si qualifica per i mondiali di calcio. I motivi della debacle sono diversi. Ci si può aggrappare al sistema generale del calcio italiano con la Federazione sul banco degli imputati. Ed è sicuramente un punto importante, ma se ne parla da 12 anni e niente è stato fatto in termini di riforme.

La cruda realtà è invece legata al livello tecnico dei nostri giocatori. Quasi tutti sopravvalutati e protetti da una bolla irrealistica all’interno della quale si trova il nostro campionato di calcio. Un torneo di basso livello che si specchia pensando di essere tra i piu’ belli come negli anni 90. Ormai noi siamo invece al fianco di federazioni come l’Albania o la Romania (con tutto il rispetto). Nazioni anch’esse fuori dai mondiali.

La nostra formazione di ieri sera era composta in gran parte da giocatori dell’Inter in gran parte fuori forma anche nel nostro campionato. Per esempio Barella e Bastoni. Il primo in un’involuzione tecnica e fisica desolante, il secondo psicologicamente e fisicamente inadatto a giocare in questo momento. Politano: incapace di saltare l’uomo in nessuna occasione. Retegui: completamente fuori forma e onestamente anch’esso sopravvalutato. I cambi: entrano Frattesi e Cristante. L’interista non gioca quasi mai titolare nell’Inter e il secondo non si capisce mai bene che tipo di giocatore sia. L’unico in grado di giocare a un livello decente, Palestra, inspiegabilmente lasciato in panchina. Forse perché troppo giovane? Al contrario i giovani laterali della Bosnia Bajraktarevic e Alajbegovic, 21 e 18 anni, hanno massacrato i nostri laterali con continui dribbling e cambi di direzione. Giocano in Olanda e in Austria. Due campionati in cui l’età media dei giocatori è molto piu’ bassa della nostra Serie A. Locatelli: un altro giocatore incompiuto che svolge solo il compitino del passaggio laterale. Mai una verticalizzazione, mai un’idea illuminante. Due parole su Tonali e Calafiori. Giocano in Premier League e per certi versi si vede pure. Ma non si può pretendere da Tonali che ti risolva la partita. Ha bisogno di un supporto vicino piu’ tecnico, di gente capace di giocare a calcio a velocità maggiori. Calafiori, in quel ruolo di terzo di difesa è sprecato. Deve giocare centrale di difesa con la libertà di potersi inserire nella manovra anche in fase di attacco. Ieri sera impalbabile, inghiottito anch’esso dalla povertà generale.

Non ci si può nemmeno troppo aggrappare all’arbitraggio. Comunque anche in parità numerica la Bosnia stava giocando meglio e il gol di Kean (altro mistero, una volta bene e una volta male…) è stato onestamente frutto di un errore del portiere. Quello che si vuole dire è che se tu ti ritieni una Nazionale di livello superiore alla Bosnia devi andare in campo e imporre il tuo gioco. Non devi aspettare in difesa che qualcosa succeda.

Per finire, la patetica scena di Dimarco e Pio Esposito che festeggiano nel sapere che avrebbero incontrato la Bosnia è giustamente tornata indietro come un boomerang sul collo dei due malcapitati. Dimarco, che nel nostro campionato sembra Roberto Carlos, non appena si presenta in Europa o in Nazionale diventa un giocatore mediocre. Pio Esposito non sarebbe neanche male, ma se tu lo butti in campo a 20 minuti dalla fine rischi solo di bruciarlo. Infatti la macchia del rigore sparato sul palazzo alle spalle della gradinata di Zenica rimarrà per lui una difficile da cancellare.

Complimenti alla Bosnia, infine. Non hanno avuto paura e sono entrati in campo per giocare a calcio. E questo ha pagato. Per l’Italia, arrivederci al 2030, ma se non cambia qualcosa passeremo al 2034 eccetera eccetera….